TROFEO DELL'ORSO 2026 - la cronaca
- alp
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TROFEO DELL'ORSO 2026 - la cronaca
22/10/2026 11:44 - 22/10/2026 14:20
Iniziamo a vedere come è andata la grande caccia su due ruote.
I motori rombano. Le tracce lampeggiano sugli schermi dei GPS. Davanti alle squadre si apre un territorio fatto di sterrati, boschi, prati, incroci ingannevoli e strade capaci di condurre verso la gloria oppure lontano dal percorso.
Ha inizio il Trofeo dell’Orso.
Non è una gara di velocità, ma un’avventura di orientamento nella quale contano precisione, intuito e capacità di leggere il terreno.
Gli orsi non hanno pelliccia né artigli: sono waypoint disseminati lungo il percorso, indizi invisibili che aspettano di essere catturati. La regola è semplice e implacabile. Per prendere un orso bisogna transitare entro dieci metri dal suo nascondiglio. Non basta vederlo. Non basta sfiorarlo. Non basta passargli accanto convinti di averlo ormai in pugno. Fuori da quel cerchio, l’orso resta libero.
Anche gli orsi fotografici, per adesso sono considerati normali orsi. Le fotografie affronteranno più avanti il loro giudizio.
Ora conta soltanto una cosa: entrare nel raggio di cattura.
Le squadre partono così verso l’ignoto. Nei GPS hanno una traccia da seguire e tanti orsi da catturare. Nel cuore, la speranza di non trasformare la caccia all’orso in una raccolta di margherite.
Le prime impronte
L’inizio della spedizione sembra promettente, ma tra il primo e il terzo obiettivo gli orsi ADVFVG1 abbandonano momentaneamente le tracce dell’orso e si lanciano in una misteriosa escursione alla ricerca delle margherite.
È il primo segnale che il percorso non intende concedere nulla.
I motori rombano. Le tracce lampeggiano sugli schermi dei GPS. Davanti alle squadre si apre un territorio fatto di sterrati, boschi, prati, incroci ingannevoli e strade capaci di condurre verso la gloria oppure lontano dal percorso.
Ha inizio il Trofeo dell’Orso.
Non è una gara di velocità, ma un’avventura di orientamento nella quale contano precisione, intuito e capacità di leggere il terreno.
Gli orsi non hanno pelliccia né artigli: sono waypoint disseminati lungo il percorso, indizi invisibili che aspettano di essere catturati. La regola è semplice e implacabile. Per prendere un orso bisogna transitare entro dieci metri dal suo nascondiglio. Non basta vederlo. Non basta sfiorarlo. Non basta passargli accanto convinti di averlo ormai in pugno. Fuori da quel cerchio, l’orso resta libero.
Anche gli orsi fotografici, per adesso sono considerati normali orsi. Le fotografie affronteranno più avanti il loro giudizio.
Ora conta soltanto una cosa: entrare nel raggio di cattura.
Le squadre partono così verso l’ignoto. Nei GPS hanno una traccia da seguire e tanti orsi da catturare. Nel cuore, la speranza di non trasformare la caccia all’orso in una raccolta di margherite.
Le prime impronte
L’inizio della spedizione sembra promettente, ma tra il primo e il terzo obiettivo gli orsi ADVFVG1 abbandonano momentaneamente le tracce dell’orso e si lanciano in una misteriosa escursione alla ricerca delle margherite.
È il primo segnale che il percorso non intende concedere nulla.
Alp TS
tessera 94
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Ultima Modifica 22/10/2026 14:20 da alp. Motivo: mancava un pezzo
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