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Oetzi
Neo ténérista

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 Re: SudAmerica 2008-9
[i]...punto meridionale piu'
estremo, oltre l'artico.
____________ Essere dove non è previsto che tu sia. Un ambiente che ti ignora completamente.
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#61 10 Feb 2009 14:03
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maci
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
Un saluto dalla moderna citta' di Buenos Aires...
Siamo riusciti nell'impresa, quasi quattromila km in quattro giorni con
pioggia, forte vento, freddo, due frontiere, un traghetto e la visita del
fantasmagorico ghiacciaio Perito Moreno (mai vista cosa simile) e la
fantascentifica riserva naturale di Punta Tombo, con mezzomilione di
pinguini che dormono, nutrono i piccoli, vanno a pesca e ti camminano sui
piedi, SPETTACOLARE!
Air France ci ha dato ancora problemi, Tamara ha dovuto cambiare volo
altrimenti sarebbe rimasta bloccata a Parigi due giorni, fortuna che
abbiamo chiesto prima di fare il checkin, cmq mai piu con loro!
Cmq e' tornata a casa sana e salva, io, con mio grande dispiacere mi
tratterro' qui ancora per un po, oh... povero me! ihihih
Ho fatto un tagliando e cambiato la gomma posteriore, siamo arrivati qua
con la tela di fuori, e non e' un modo di dire!!!
I mototuristi si fermano da DakarMoto e cosi' anch'io, meccanica, ostello
e minicamping. Mi accoglie un vecchio "parlo solo inglese", ed io penso
"cazzo dice sto tossico, non e' uno spagnolo??", poi ho capito che lui era
un ospite "dell'ostello", un australiano, avra' sessantanni e... Con il
suo vecchio bmw 850 con 600mila km (sticazzi) ha girato tutto, ma proprio
tutto il mondo, ed altri del suo calibro, passato serate fantastiche. Mi
viene quasi da paragonarla a quella sera a Lahore quando mi trovai in un
ostello con un messicano, un giapponese, tedeschi, australiani etc. Stesse
cose. Una birra, una cannetta, molte parole e racconti di viaggio,
fantastico.
Questi folli se ne stanno via per anni, loro si che son viaggiatori, io
sono un motocazzaro, io cazzeggio per il mondo, loro se lo gustano
lentamente, slowwww, slowww, questo e' il modo giusto.
Ammetto che, nonostante i due mesi piu ritorno che mi sono concesso, e' un
tempo veramente ridicolo per assaporare culture, profumi, luoghi, questo
mi fa pensare se, in futuro, faro' ancora lo stesso errore o cambiero
sistema, mah...
Domani riparto ma c'e' un se... Mi fanno un male porco le costine che ho
picchiato raccogliendo l'acqua sulla barchetta a Ushuaia, per qualche gg
niente, ora nn riesco a dormire, sono ancora indeciso se andare a farmi
controllare o aspettare, mah, io detesto gli ospedali... Aspettero!
Bien, ora vado all'ostello con i miei amici stranieri, nessuno parla
spagnolo, io parlo pochissimo inglese. Cmq anche se ci sono due
australiano, uno svizzero tedesco, uno slovacco ed un americano, ci
comprendiamo benissimo. In particolar modo quando gli ho preparato una
vera e fantastica pasta all'italiana, due gg che mi fanno i complimenti,
vorrei vedere, con le schifezze che sono abituati a mangiare loro ahhah!!!
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Andare per passi alpini con il SuperTénéré e vedere tutti con le GS non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard
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#62 15 Feb 2009 19:04
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maci
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
Un passo indietro, uno in avanti e la Paniscia che fu...
Piu' che un aggiornamento volevo fare qualche riflessione mentre aspetto
che il male alle costine mi passi. Cmq tranquilli, oggi sento molto meno
male...
A volte quando si e' pressati da alcuni eventi negativi o quando si e'
particolarmente stanchi e nervosi si tralasciano aspetti molto importanti.
Ora sono abbastanza rilassato cosi, faccio qualche considerazione.
In questi due mesi ho parlato con molte persone, me gusta! Mi piace
ascoltare cos'hanno da dire, come la pensano del loro paese e del nostro,
sono un curiosone.
Parlando con tassisti, camionisti, benzinai, baristi, gente per la strada
o con altri viaggiatori si capiscono molte cose. A volte pero', serve
percorrere "l'infinito" con il nostro ferro, per avere il tempo di
riflettere. La nostra societa' non ce lo consente piu', troppo fretta,
troppo stress. Nonostante la fretta di arrivare a Buenos Aires il tempo di
riflettere, nella pampa, c'e' e l'ho sfruttato (almeno c'ho provato!).
A Ushuaia, parlando con un barista, viene fuori che suo nonno era
italiano, tanto per cambiare! Dopo un po' dice "ma perche' voi italiani,
spagnoli e portoghesi, ovvero i veri paesi latini, avete voltato le spalle
ai vostri fratelli sudamericani?", la discussione si fa interessante cosi'
non perdo occasione. Dice che ora che il sudamerica cresce e l'europa
cade, noi latini, abbiamo voluto condividere il nostro letto con popoli ai
quali non avremmo nulla da condividere, troppo diversi, brave persone ma
diversi. Dice "non era meglio stringere amicizia con noi?". Ora la
discussione e' lunga e contorta, pero' nella pampa mi ha fatto riflettere,
loro sono molto legati a noi, noi abbiamo preferito legarci con i paesi
nordici che con noi non centrano nulla, mah, senza agiungere altro lascio
a voi la riflessione...
L'argentina e' un bel paese o meglio, un paese con cose fantastiche da
vedere ma con in mezzo solo l'allegria, la simpatia e la disponibilita'
del suo "pueblo". Se cosi' non fosse rimarrebbe un paese mediocre.
Ieri pomeriggio ho visitato Buenos Aires, bella citta' moderna. Al ritorno
i ragazzi "all'ostello" mi han chiesto "ti e' piaciuta la citta'?". Cosa
rispondere? "Si, carina, pero' scusate, io vivo in Itali'!". Per noi un
edificio di 1000 anni e' una cacata moderna.
Poi sono andato a fare la spesa, un po di verdure, salamino, riso...
Preparo la prima Paniscia sudamericana, i barbari stranieri rimangono
allibiti mentre preparo il succulento piatto piemontese...
Han leccato la pentola, raschiata fino al metallo!
Bien, avevo un sacco di cose da dirvi, ma il tempo passa veloce, schizzo a
dare un'ultima regolata alle valvole e preparare da mangiare!
Hola a todos!
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#63 15 Feb 2009 19:08
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Rettondini Luca
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
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#64 15 Feb 2009 23:39
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maci
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
Dopo i bagordi all'ostello "Dakar" con paniscia e molto altro, con le
costine ancora dolenti decido di partire, il tempo e' demonio!
La partenza e' traumatica, salutare i nuovi fantastici amici, e' il lato
negativo del viajeros, il lato peggiore. Conosci persone fantastiche,
condividi una frazione di vita e poi, arriva l'addio. Per chi, come me,
viaggia per conoscere persone e' una tortura continua. Certo, a volte
queste persone si rivedono, penso ai due tedeschi Christian e Tanja,
conosciuti praticamente sulla frontiera Indo-Pakistana. E' stato un
piacere immenso ospitarli a casa mia ed in un secondo tempo essere loro
ospite in Cermania. Pero' sono casi, il piu delle volte questi amici
rimangono nei ricordi. Questa parte del viaggiatore la odio proprio...
Ed infatti arriva... La mattina della partenza, io faccio finta di nulla,
preparo la motoretta come se fosse una mattina come le altre, poi ne
prendo uno per volta, un abbraccio, occhi lucidi, nessuno che ti lascia
partire, trovando sempre una scusa per trattenerti qualche minuto in piu.
E poi saluti, abbracci, risaluti, riabbracci, roba da pazzi, basta,
occhiali scuri e me ne vado fra le foto ed i saluti. Ciao ragazzi, chissa'
magari in qualche posto del mondo ci rivedremo!
Vado a nord, nella "mesopotamia" argentina, il caldo e' torrido se non
orrido, in riva ad un bel laghetto trovo un camping, bene, devo
risparmiare la "plata" mi fermo. Appena entrato vengo bloccato da una
nipote di italiani, siciliani. Non posso defilarmi, e' comunque un
piacere, sono nostri fratelli, fratelli d'Italia no?
Montata la tenda esco per una comida, ops, un pasto! Al rientro altro
check point da superare, altro blocco, sempre nel campeggio. Un'altro
italiano, mi invita a cenare con lui e la moglie, rifiuto, ho gia cenato!
Mi adula con del buon vino ma resisto! Poi esclama "mio nonno era di
Novara!". Va bene hai vinto vecchio pazzo, anche se sono stanco non posso
rifiutare!
Tra una costina e tre litri di vino la serata passa veloce, quando gli
parlo dell'Italia gli brillano gli occhi. L'emozione e' tanta, fino al
punto che... Mi obbliga a cantare "Volare...", va bene hai vinto
"Volareeeee, ooohhh, ohhh, cantareeeeee, ohhhh, ohhhh, ohhhhh, ohhhh".
Campeggiatori svegli ma stranamente divertiti nonostante l'ora. Riesco a
liberarmente solo alle quattro!
La mattina, aspetta il mio risveglio (comatoso) per consegnarmi un
sacchettino con delle provviste per il mezzogiorno, non si sa mai. Foto,
abbracci e con le lacrime si allontana, follie italo-argentine.
Il giorno seguente passo la frontiera, lenta, lenta come sempre la parte
argentina, quasi incredibile. Altro paese altra corsa, sono in Brazil.
Cambio itinerario, cambio obiettivo. Entro in Brazil, traglio altri paesi,
non ho piu spazio sul passaporto, per Venezuela e Colombia stacchero dei
vecchi visti, ma si, stica...
Appena entrato mi accorgo subito che non capiusco una fava di quello che
dicono, il portoghese scritto e' molto simile allo spagnolo che ormai
conosco discretamente, mentre il parlato, con la cadenza brazilera e' come
il bergamasco dello spagnolo, incomprensibvile! Meno male che ho un
cognato brazilero! Si beh, cognato a volte, lui e mia sorella sono persone
molto indecise, vabe...
Mi fermo accaldato in un luogo dimenticato da dio, dove pero c'e' un
alberghetto a conduzione familiare, la signora, una tedescona brasilera mi
da il benvenuto! Mi offre di dormire in camera con suo figlio, rispondo
che se aveva una figlia era meglio ma non ho pretese, va bene!
Cena in casa con la famiglia, cucina mcasereccia e poi via, per le vie del
centro in motorino con il figlio. Festa del paese, incredibile casino,
incredibile allegria, incredibili cerveza!
Dopo qualche giro di birra, in uno spagnolo brazilerizzato dice "andiamo
dai miei amici!" vaaaaaa bene. Li troviamo brasati dalla cachaca mista a
cola, ovviamente ne approfittiamo avidamente fino a quando... Arriva la
pula per una perquisa! Manganellate sulle gambe dei ragazzi fino a quando
si accorgono che c'ero io, molto piu grande di loro (almeno di anagrafe) e
straniero. Nulla da fare, i pulotti, in tutto il mondo, sono dei poveri
frustrati smaniosi di potere. Fanno i grandi con dei ragazzini e poi se la
fanno sotto con i delinquenti veri, succede in Brasile, succede in
Itali'...
Poi 3 giorni di acqua battente! Altro che Brazil paese del sole!!!
Non ho visto nulla di fantastico ma ho trovato quello che mi garba di
piu', contatto con la gente, nottate insonni, piccole cose che per me sono
grandi. Mi sembra di tornare indietro di due anni fa, di ritorno da solo
dall'India, Pakistan e Iran. Sara' mica Tamara che mi porta male, come
l'aglio allontana i demoni? Sara' che il viaggiatore saolitario attrae
piu' simpatia o... Sara' solo culo?
Dalla costa piovosa fra Sao Paulo ed il Fiume di Gennaio, un saluto
verdeoro da Simone :))
Simone è quello nudo......e si vede che è il più fatto di tutti!  (come la solito  )
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#65 01 Mar 2009 22:28
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maci
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
Brazil full "immersion"...
Ci eravamo lasciati con le pioggie, e queste non hanno mai smesso di
rompere i maroni...
Tutto il Brasile con la pioggia, a volte lieve, a volte battente, ma
sempre acqua.
Fortunatamente una tregua di qualche ora mi ha consentito, a Porto Seguro,
di prendere il sole su di una spiaggia paradisiaca, mare blu, acqua calda,
sabbia rossa, vegetazione tropicale.
Ora capisco perche, proprio qua, i Portoghesi, mettendo piede per la prima
volta sul continente americano, si stabilirono in questo immenso paese che
ora si chiama Brasile.
Il giorno seguente tento una follia, raggiungere Fortaleza in un giorno.
Percorro 1650 km, piu' della meta' sotto l'acqua! Viaggio anche di notte,
corro per la strada immersa di lucciole (lucciole non buttane...), e' da
bambino che non ne vedevo cosi tante. A volte spengo le luci in corsa,
sembra una pioggia di comete, fantastico. Da bambino abitavo in campagna,
con gli altri bambini la sera, accompagnati spesso dai miei cugini,
andavamo a catturare le lucciole, le mettevamo in un vaso di vetro e la
usavamo come lampadina, poi le liberavamo. Ora da noi sono quasi sparite.
Verso le 11 devo mollare, sono lavato marcio e stanco, al primo albergo, a
250 km da Fortaleza mi fermo. E' carino e molto economico, si chiama "La
panchina del distributore di benzina"!!! Infatti mi accampo fra camionisti
e gente che passando di li mi offriva il caffe, ma cazzo fatemi dormire su
sta panchina! Alle 6 arrivano i gestori, faccio benza li saluto e riparto,
robe da cinghiali...
Ovviamente poco dopo ricomincia a piovere e cosi tutto il giorno.
Fortaleza e' una citta' turistica, piena di "bellezze naturali" ed una
spiaggia enorme. Incontro la cugina di Paulo ed il suo fidanzato, con loro
trascorro una splendida giornata, sotto la pioggia riusaciamo anche a
farci un bagno nel mare in burrasca, emozionante, intanto impazza il
carnevale!
La mattina seguente, sotto pioggia, arrivo nel paese dove e' nato e
vissuto Paulo. Il fratello, mamma ed altri mi accolgono come un figlio.
Passo due giorni in una casa dove tutti i ragazzi del paese passano il
carnevale, trenta ragazzi, uno sopra l'altro, una figata.
Il carnevale piu che altro e' una scusa per fare burdello, tutti saltano,
ballano, si baciano per gioco, si pruzzano schiuma da barba, si buttano
nel fiume e bevono come delle spugne. Questo e' il mio posto! Voglio
vivere quiiiiiii! La vera figata di questo paese e' che la gente e'
allegra, simpatica, le donne musone sono un brutto ricordo europeo.
Grazie a Paulo ed alla sua famiglia per questa splendida occasione, ho
potuto mirare il Brasile da un'altra angolazione, dall'interno, questo si
che e' viaggiare e comprendere.
Ma vi chiederete, ma dove sei ora? Dove stai andando?
Diciamo che, quando percorri la BR316 (mi sembra) ed arrivi in una citta
in prossimita dell'equatore, dove ad un certo punto vedi qualcosa
all'orizzonte ed esclami "l'oceano!" ed invece e' un fiume, allora sei
arrivato a Belem, dove la foce del piu grande fiume del mondo si
impossessa del mare.
Traghettero' il fiume fino a Manaus, per cinque giorni, sara' noioso?
Forse si, ma un ottima opportunita per rilassarsi, guardare da vicino il
Rio e riflettere su questo viaggio, sulla vita.
Ho sempre un mucchio di cose da dirvi ma per la fretta scrivo sempre poco
e male, ci risentiamo da Manaus ragazzi, ciau
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#66 01 Mar 2009 22:33
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fernik
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
Ha proprio l'animo del vagabondo, 'sto ragazzo!
E quando è da solo si scatena del tutto!
Un grande!
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Il mio vecchio SWM 125 Six Days ER sarebbe fiero di me...
"Gira che è una meraviglia!"
Tessera n. 87
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#67 01 Mar 2009 22:54
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maci
Malato di Ténéré!!!

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 Re: SudAmerica 2008-9
Brazil: demonio e acqua santa...
Cari amici, ci eravamo lasciati a Belem, sulla foce del Rio delle Amazzoni.
Sono passati parecchi giorni e come potete immaginare sono successe un
sacco di cose.
Caricata la motoretta sulla barca in mezzo ad un cumulo di pomodori si
parte, direzione Manaus. Cinque giorni sul Rio si alternano fra acquazzoni
notturni e diurni che tramutano la mia amaca in una vasca da bagno e sole
fortissimo che ci dona un po di tintarella.
Il Rio delle Amazzoni e incredibile, che ve lo dico a fa! In alcuni
momenti attraversiamo dei bacini tanto larghi che stentiamo a vederne i
bordi, un enorme massa d acqua che sostenta il piu grande polmone del
mondo. Sulle sue rive vivono delle persone, i bambini si divertono a
remare verso le barche, si aggrappano, e si lasciano andare dopo un po.
Qua in mezzo non ce molto da fare. Onestamente non so come possano vivere
qua, nel nulla.
Sulla barca ci sono molti brasigliani ed altrettanti europei, ovviamente
lego maggiormente con i primi, come? Facile!
La sera sguscio fuori dalla borsa la mia boccetta di cachaca, il bar della
nave non ne vende, poco dopo uno del gruppo piu agitato mi chiede se ne ho
da vendergli. Io ho la boccia riserva nel bagaglio della moto, vabe, tanto
sarebbe finita fra le budella comunque, la sfilo e la offro senza chiedere
un centesimo, ovviamente. Il giorno dopo sono il fenomeno della nave.
Non passa minuto in cui i miei nuovi amici non mi offrano una paglia, non
mi stringano la mano, facendomi sentire a casa, anzi, meglio.
La sera seguente, ad una fermata, scendono a fare scorta di cachaca,
ovviamente mi costringono a bere, a bere fiumi di cachaca! Nel frattempo
gli europei stanno per i fatti loro, per quale motivo non cogliere questa
occasione di entrare in contatto con le persone del posto, io non li
comprendo. Viaggiare da egoisti non serve a nulla, serve per portare a
casa una bandierina, sono stato qui, sono stato li, niente piu, una
vergogna.
Con gli europei parlo a piu riprese fino ad avere confidenza ma il loro
atteggiamento rimane sempre quello dell indifferenza.
Unica eccezione una donna francese avanti con l eta, una pazza, che ha
saputo entrare in contatto con i brazileri, che ha saputo festeggiare e
fare baldoria, che avro piacere di rivedere, anche se francese.
Purtroppo il viaggio e stato macchiato da un episodio, ad una fermata, mi
sono distratto un attimo e mi han inculato la macchina fotografica con
tutte le foto del Brazil. Probabilmente uno dei venditori di cianfrusaglie
che salgono e scendono dalla barca alle fermate. Le mie preziosissime foto
buttate al vento.
I braziliani a bordo passano due giorni a farmi le scuse, non passa minuto
in cui non ci sia una pacca sulla spalla, per loro significa essere
additati tutti come ladri, questa cosa ovviamente non gli piace. Annoto
centinaia di numeri di telefono di gente che dispiaciuta del fatto si
rendono disponibili ad aiutarmi nel caso ne avessi bisogno, un grande
segno di dignita che non dimentichero.
Sceso a Manaus vengo subito arpionato da un motociclista francese (cazzo
proprio francese?!), della Guyana Francese, mah non avrei mai pensato in
vita mia di conoscere qualcuno di quel paese...
Con lui attraversero l amazzonia fino ad entrare in venezuela.
A Manaus visito il centro, anzi i centri, gestiti da Don Riccardo, dove
vengono aiutati donne e bambini, porto la mia donazione, portando a
termine la missione benefica inglobata in questo viaggio.
Sono loro ospite per due giorni, al punto di essere invitato a pranzo,
con... Due vescovi!!! Bene sediamoci a tavola, facciamo la preghierina
(blaaahhhhhh) e un bel segno della croce, che siccome non so da che parte
si fa, camuffo la gaffe con un colpo di tosse.
Roba da pazzi, pure a pranzo con du vescovi, non avrei mai creduto di
arrivare a tanto hahahahh
A fine pranzo pero, emerge l'anima veneta dei religiosi. Il Vescovo chiama
la cameriera esclamando "portaci l acqua santa!", e grappa fu per tutti!
La sera, nellapiazzetta di questo quartiere malfamato di Manaus mi infilo
in una festa, parcheggio la moto in mezzo a tutti da buon tamarro ed
aspetto sorseggiando una cachaca. Il resto ve lo lascio immaginare.
Il giorno seguente, dopo aver dormito un paio d ore, arriva il rfancese,
partiamo verso il venezuela. Attraversiamo paesini, foreste, riserve
indio, cascate, fiumi, scimmie, e altri animali di cui ignoro il nome.
Una sera la passiamo in un paesino nel nulla, due giri in moto e siamo
invitati ad una festa, altra baldoria, altre due ore di sonno.
Questo e il Brazil, quello ce vi aspettate dall america latina e solo qui.
Gente simpatica, caciaroni, allegria, movimento, feste, paesaggi stupendi.
Il furto della macchina lo fa scivolare in graduatoria, altrimenti sarebbe
sicuramente il numerouno.
Ora sono in venezuela, ciapet a tutti
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#68 13 Mar 2009 19:16
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maci
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 Re: SudAmerica 2008-9
Ecco il gran finale  :
I chilometri piu' duri...
Prima di raccontarvi le ultime peripezzie ripartiamo dal Brazil.
Quando Fabiano, uno dei ragazzi brazileri con cui ho passato cinque giorni
alcolici sulla barca da Belem a Manaus, salutandomi disse: "Sei l'unico
occidentale mai conosciuto con cui ci siamo trovati bene, che non ha avuto
diffidenza, che ci ha trattato da amici..." e poi un abbraccio e via...
Beh, un po' mi sono emozionato...
Viaggiare significa non solo apprendere, conoscere, ma anche, cosa
importante, lasciare qualcosa. Fabiano si ricordera' per sempre di quel
"ragazzo" italiano che, arrivato in moto da lontano, ha lasciato sul posto
una buona impressione del suo paese, l'Italia.
Viaggiate sempre per conoscere e farvi conoscere, ascoltate e fatevi
ascoltare, porterete a casa molto di piu' e non vi farete dimenticare.
Per me questa e' l'essenza del viaggio.
Entrato in Venezuela il paesaggio cambia come la popolazione. Non mi sento
piu' a casa. Gente diffidente, nessun simpatico incontro, l'allegria
brazilera e' solo un ricordo.
Bellissima la Gran Sabana, il resto senza merito di nota. La faccia di
Chavez ovunque, anche sui cartelli di promozione turistica, nauseante.
Nei supermercati, per poter fare la spesa, si deve comunicare il proprio
codice di carta di identita', io non avendola, mi faccio "prestare" il
numero dalla cassiera. Il regime si sente e si vede, una pesante cappa di
cui sono tutti sucubi, ma forse anche complici.
La gasolina viene regalata, il pieno costa meno che un caffe', 500 lire
per venticinque litri, incredibile!
A Ciudad Guayana saluto il francese-guayano con cui ho trascorso qualche
giorno, ci salutiamo ad un semaforo, senza un abbraccio o una stratta di
mano, la freddezza europea prevale. Lui tira dritto mentre io mi fermo,
che squallido.
Lasciato il francese il ritmo-viagio si riporta su livelli normali ed in
poco tempo arrivo sulla costa dove voglio trovare un posto figo per
passare gli ultimi giorni di mare. Cerco un buon ricordo del Venezuela,
non lo trovo.
Alloggio nella carina citta' coloniale di Coro, nei pressi di una penisola
con barriere coralline. Tre giorni di pioggia non mi scoraggiano, faccio
comunque una vuelta sulla penisola ma invece di timbattermi in spiaggie
paradisiache trovo solo cumuli di munnezza, delusione. La sera, peggio che
peggio, alle 21 tutto chiuso e mortorio in giro, sembra ci sia il
coprifuoco!
Fortuna che, l'ultima giornata, viene rallegrata da una bellissima
videoconferenza. I fantastici coscritti di Cameri del '74, durante la cena
annuale, mi regalano saluti e complimenti. Non ero con loro ma e' stato
bello comunque. Chi non vive in un paese non comprende il significato di
essere un "cuscritt", un legame iniziato all'asilo e mai cancellato. A
volte non ci si vede per tempi lunghissimi, famiglia, lavoro, compagnie
differenti, ma un cuscritt rimane un pezzo di storia.
Ciao ragazzi, siete dei grandi!
Lascio Coro la mattina presto, e' domenica, si viaggia tranquilli, non ci
sono camion, e le poche vecchie auto americane non molestano. Viaggio
rilassato verso l'ultima frontiera da superare. Ma poi succede il
fattaccio...
Su una leggerissima curva nei pressi del Lago di Maracaibo una macchina mi
supera lasciando il gas poco dopo, io d'istinto pinzo leggermente.
Complici il pneumatico anteriore ed una chiazzetta d'olio, perdo subito il
controllo del mezzo e rovino a terra. La "fortuna" vuole che finisco fuori
strada, in un campo. La "sfortuna" invece vuole che in mezzo al campo c'e'
una matassa di filo spinato, il mio ginocchio bucandosi, non gradisce, ma
non e' finita.
Mi accorgo subito che questa volta non mi e' andata bene. Mi rialzo
zoppicante e con un forte dolore alla mano sinistra. La moto e' a pezzi.
Due ragazzi, guardiani di un ippodromo corrono a soccorrermi. La mia
preoccupazione pero' non viene dal serbatoio sguarrato, dai fanali
frantumati e dai parafanghi piegati... Vedo olio che esce da una delle due
teste, panico.
La vite che tiene il tubo pressione olio di sinistra si e' spaccata
dentro, impossibile trovarne una simile, e la moto cosi' non puo'
viaggiare.
Solita telefonata al mitico Uberto, sempre disponibile anche la domenica,
un santo! Non riusciamo a trovare una soluzione immediata, dovro' cercare
in qualche sfasciacarrozze qualcosa di adattabile. I due ragazzi mi
aiutano a portare la moto all'ombra, poi chiamano altre persone per
cercare un rimedio. Io riesco a togliere il pezzo rimasto spaccato dentro,
uno dei ragazzi dopo vari tentativi, togliendo la ranella, riesce ad
aggrappare la vite con i due millimetri rimasti, un mito!
Poi passo un paio d'ore con loro, mi bendano la mano, mi fa un male porco,
la paura e' quella di non riuscire a guidare, o meglio, di tirare la dura
leva della frizione del guzzone, poi saluto i miei salvatori, stringo i
denti e vado.
Quando mi tocca tirare la frizione chiudo gli occhi, stringo i denti,
trattengo il respiro e con qualche lacrima, miste ad ingiurie, proseguo.
Un calvario.
Arrivo alla frontiera, cerco di non far vedere il mio deficit alla pula,
mi bloccherebbe sicuramente, cosi' non posso guidare.
La dogana Colombiana chiude alle 16, in ritardo prego la signora di turno,
faccio un po' il cascamorto e si trattiene mezzora in piu' del suo orario
di lavoro, sono salvo!
Dopo altri 80 km pero' mi arrendo, tirare la frizione mi fa svenire dal
male. Mi fermo, probabilmente c'e' una frattura ma il giorno seguente devo
assolutamete arrivare a destinazione, dove il viaggio sara' concluso,
Cartagena.
La notte non riesco a dormire, il male e' lancinante. Prima di partire
verso l'ultima meta, mi fascio abbondantemente mano e polso, bloccando
tutto il piu' possibile. Man mano che passano i kilometri il dolore si fa
piu' acuto, a volte penso di non farcela, ma non mollo. Passando
Barranquilla poi, mi vengono in mente tutti i momenti belli e brutti di
questo viaggio, quante storie, quante persone, quanti pensieri.
I ricordi mi accompagnano, vedo le lacrime di Tamara nel Salar di Uyuni,
vedo i sorrisi dei bambini aiutati nelle 4 associazioni visitate, vedo
l'allegria dei brazileri, vedo la simpatia degli argentini. Mi passano
davanti tre mesi di viaggio, di vita intensa.
Un viaggio incredibile, molti alti e bassi, molta gente conosciuta, molti
paesaggi attraversati, molta riflessione data dalle varie culture viste.
Quando un viaggio e' al termine si prova un mix di sensazioni. Tristezza
per l'epilogo, gioia per il ritorno alle passioni "casalinghe".
Continuero' ad imparare programmazione web, continuero' a dipingere,
cantero' con i soliti amici, riabbraccero' i miei cari, i miei cagnetti,
tutti i miei amici.
Pero' siamo alla fine, mannaggia, cosa farei per avere altri due/tre mesi,
cosa potrei ancora fare, quante persone potrei conoscere, quanti
chilometri di vita far passare sotto le gomme del mio vecchio ferro
acciaccato. Il viaggio e' una brutta bestia.
Torno un po' dimagrito, abbronzato, ringiovanito dal viaggio, si perche'
il viaggio ringiovanisce, beh, almeno dentro!
Torno un po' cambiato, migliore, peggiore?
Non so, per ora torno poi vedro'.
Poi ultima lacrima data un po' dal dolore alla mano, un po' da tutti
questi pensieri ed arrivo a Cartagena dove riabbraccio gli amici Pino e
Rosy dove sono stato all'inizio del viaggio. Oggi rivedo i bimbi del
centro Boca Azul, mi riconoscono, ore ad abbracciarli, a farmi
abbracciare.
Domani sapro' se e' una frattura o meno, il male continua ma ormai sono
arrivato, in questi giorni sbrigheremo le procedure doganali per la
spedizione della motoretta a casa. Povera motoretta, questa volta e'
disastrata. La frizione andata ed il giunto del cardano traballante gia'
da Buenos Aires, ma ha retto, anche questa volta mi ha portato alla fine.
Il contachilometri segna 212420 km, una prova di forza del vecchio cavallo
d'acciaio Made in Mandello del Lario.
Dopo circa 33000 km il viaggio e' all'epilogo, le conclusioni le faro' da
casa, fra qualche giorno. Un abbraccio a tutti :_))
____________ 
Andare per passi alpini con il SuperTénéré e vedere tutti con le GS non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard
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#69 20 Mar 2009 14:38
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triplo
Neo ténérista

Registrato: Novembre 2007
Messaggi: 1236
Residenza: Roma
Moto: Africa Twin che diamine! e DR600
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 Re: SudAmerica 2008-9
CRISTO SANTO
Punto
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#70 20 Mar 2009 14:47
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Falco
Neo ténérista

Registrato: Settembre 2005
Messaggi: 1007
Residenza: Padova
Moto: XT550 (5Y3) - XT600 (43F) - XTZ750 (3LD)
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 Re: SudAmerica 2008-9
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grande ... ..... ... ... ... punto e virgola ....
____________ MENO INTERNET PIÙ CABERNET
Tessera 47
"Non è l'uomo che fa il viaggio ma il viaggio che fa l'uomo"
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#71 20 Mar 2009 18:04
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fernik
Malato di Ténéré!!!

Registrato: Maggio 2006
Messaggi: 5964
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Moto: XTZ 660 '91, XT 600 Z 34L '84, XT 600 43F '85
Tessera: 87
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 Re: SudAmerica 2008-9
Un viaggio così meritava un epilogo un po' più allegro..............
Che peccato!
Speriamo non si tratti di una cosa grave. Già che ci sei, fai un controllino al fegato che mi pare abbia sofferto abbastanza...
L'importante è averti qui di nuovo a condividere le tue esperienze!
A presto!!!!!!!
Nicola
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Il mio vecchio SWM 125 Six Days ER sarebbe fiero di me...
"Gira che è una meraviglia!"
Tessera n. 87
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#72 21 Mar 2009 12:30
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ibaby
Quasi ténérista

Registrato: Ottobre 2006
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 Re: SudAmerica 2008-9
Non è facile affrontare un lungo viaggio, ancor meno tornare a casa.
Più tempo rimani in viaggio e più faticoso sarà il rientro, tanto chiaro quanto scontato.
Anche prima di partire sapevo che sarebbe finita così. Scendi dalla scaletta dell'aereo e ti accorgi, appena metti nuovamente piede nella sua società, di essere un pesce fuor d'acqua. Cosa c'è che non va, cosa è cambiato?
La fine di un viaggio è quasi sempre come la fine di un libro, se ti è piaciuto vorresti che non finisse mai. Che fare, attendere un proseguo o cambiare genere? E se poi quello che viene dopo non ci aggrada? Pericolo.
Non posso certo negarvi che l'America del Sud sia, per varie ragioni, sicuramente un bel posto. Forse più bello viverci che girarlo. A volte l'idea mi ha attraversato il cervello e... mi è piaciuta. Ma perché?
Fondamentalmente perché in America del Sud nessuno si inventa i problemi per vivere, quando li incontrano, sono reali. Non si vive per lavorare, tutto è incentrato sul divertimento, dopotutto la vita è una sola, come dargli torto?
Mi vengono spesso in mente i discorsi fatti nelle varie associazioni che ho visitato. Il problema più grande che affrontano è quello di far capire alla gente che non lavorare, divertirsi, ubriacarsi, fregarsene di tutto e di tutti e trombare come ricci è una cosa sbagliata... Molto meglio studiare, rompersi (e farci rompere) le balle fino all'ultimo dei nostri giorni, non bere, non fumare, astenerci dal sesso per conservare la nostra dubbia moralità... Scusate ma... Che palle, sarebbero loro a sbagliare?! ahah ahah ahahahah
Chiaramente i lati della medaglia sono due ma trovare l'equilibrio è possibile, cerchiamolo!
NON PRENDIAMOCI TROPPO SUL SERIO, LA VITA VA VISSUTA.
Questo viaggio mi ha dato molto, mi ha insegnato molto.
Sarò onesto, non è stato poi così duro, tutti possono farlo. Non serve coraggio, non serve super attrezzatura, non serve una snervante preparazione, se proprio volete è necessario solo un pizzico di sana incoscienza...
Spesso programmare troppo le cose portano il viaggio ad esser banalizzato prima del tempo, perché togliersi il gusto dell'imprevisto ancor prima che accada? A cosa serve chiedere "ma le strade come sono? ma la benzina si trova? ma le donne ce l'hanno orizzontale o verticale?"... Risposte:
- Le strade sono malandate... Pazienza, vorrà dire che le percorrerò più lentamente... E se diventano impossibili da percorrere? Le cambierò, che problema c'è?
- La benzina si trova poco... Pazienza, vorrà dire che mi porterò una tanichetta... E se la finisci? Vorrà dire che farò autostop e conoscerò persone nuove!
- Le donne ce l'hanno orizzontale... Pazienza, un modo lo possiamo comunque trovare!
Quando abbiamo perso il bauletto con gli attrezzi ed i vestiti di Tamara pensate sia stato un dramma? Certo che no, i negozi esistono anche li. E quando abbiamo finito la benza nel salar? Beh, in effetti qualche problema l'abbiamo incontrato ma superato il dramma è bastato andare a bussare di casa in casa per trovarla e dimenticare tutto...
Nel salar comunque abbiamo imparato molto, quando rischi la pellaccia e combatti per non perderla, inevitabilmente ne esci più forte, più saggio, con maggiore consapevolezza.
DA UNA SITUAZIONE NEGATIVA PUO' NASCERNE UNA POSITIVA, STA A NOI CERCARLA.
Quando sono ripartito da solo il viaggio è cambiato, altra cosa chiara quanto scontata.
Il viaggiatore solitario viene visto per lo più come un pellegrino dalle persone che incontra, questo scatena simpatia e maggiore apertura. La tua mente è libera, libera di agire, libera di pensare, con leggerezza. Non devi preoccuparti di nulla e di nessuno, qualsiasi cosa la fai perché ti va di farlo, punto. Inoltre, sempre per voler essere onesto, io sono una troia da viaggio. Amo comunicare attaccando bottone con tutti. Comunque tanto di cappello a Tamara, zainetto indomito e folle compagna di vita, un applauso se lo merita pure lei. Per me l'essenza di un viaggio sta nel conoscere persone più che osservare luoghi.
I LUOGHI LI DIMENTICHERETE, LE PERSONE CHE VI HANNO DATO IL CUORE NO.
Ormai sono in Italia da due settimane, la voglia di ripartire è altissima, non so nemmeno perché sono tornato... Le ultime tre settimane a Cartagena le ho passate con gli amici di Casa Italia. Ho aiutato in associazione, giocato con i bambini, fatto qualche lavoretto, guidato un cinquemila benzina con cui facevo commissioni, fatto il cuoco, mi sono ubriacato per le vie del centro e molto altro ancora... Sarà difficile dimenticare, sarà difficile starne lontano. Il giorno della partenza non sono nemmeno riuscito a salutare i "miei" bimbi. Ancora per una volta non mi sono voltato indietro, però ammetto, è stata più dura del previsto...
Tornato a casa mi aspettavo scene struggenti da parte di mia madre e Tamara, invece nulla, nessun pianto, nessuna disperazione, ci son rimasto di merda. Ormai anche loro sanno di avere un figlio/ragazzo che è un po' coglione ma non così tanto da preoccuparsi? Po esse... Da parte mia la cosa più dolorosa è stata quando, entrando dal cancello di casa dopo mesi, non ho più sentito la voce allegramente stridula che ha sempre annunciato il mio ritorno. Quella voce, come tante altre, non la sentirò più...
Il viaggio SudAmerica 2008-9 è ufficialmente concluso, lo dedico a voi che ci avete seguito con affetto, lo dedico a tutte le persone care che avrebbero gioito per il mio rientro ma che non sono più qui per poterlo fare, ciao ragazzi...
____________ www.marchetti.ws >>> CaliforniaEV 1100ie -SuperTénéré750 -Ape TM P703
SudAmerica 08-9 DVD il video! - Iran 04 PDF il racconto!
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#73 24 Apr 2009 18:32
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Falco
Neo ténérista

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Moto: XT550 (5Y3) - XT600 (43F) - XTZ750 (3LD)
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 Re: SudAmerica 2008-9
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#74 24 Apr 2009 19:27
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Rettondini Luca
Malato di Ténéré!!!

Registrato: Ottobre 2005
Messaggi: 16046
Residenza: Cerea (Verona)
Moto: XTZ 750 Super Ténéré
Tessera: 50
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 Re: SudAmerica 2008-9
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#75 24 Apr 2009 22:29
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