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SudAmerica 2008-9 [Download Discussione]
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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Più ti leggo e più resto sempre a bocca aperta, le ultime righe che hai scritto rappresentano la vera essenza del mototurista, tutto quello che puoi essere e puoi fare, ma specialmente essere sempre sè stessi, te lo dà solo la moto e nessun altro mezzo al mondo. Sensazioni impagabili....mi fai ricordare quando, durante il mio viaggio negli Stati Uniti, nello Stato di Santa Fè nel New Mexico ad ogni distributore era una specie di festa, migliaia di ragazzini che ti circondavano alla ricerca di una caramella, di un abbraccio, di una carezza.....tutti perfetti sconosciuti....ma in quei momenti per te erano tutti fratelli...

Grande amigos!    





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Tenerone&Tenerina (XTZ660'95 la Mitica è tornata!)
5 Terre 1995 - Coast to Coast U.S.A. 1997
Nordkapp 1998 & 2000 - Dolomiti 1999/2002/2005
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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Foto, foto!

maci ha scritto: [Visualizza Messaggio]
ECUADOR: [...]
Solo giorni di nuvole, nebbia, pioggia, dieci gradi e nulla.
Incredibile, essere nel punto della terra piu vicina al sole e crepare de
freddo hahahh!


"Punto della Terra più vicino al Sole" ???      
Un ripassino di astronomia?      






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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Oetzi ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Foto, foto!

maci ha scritto: [Visualizza Messaggio]
ECUADOR: [...]
Solo giorni di nuvole, nebbia, pioggia, dieci gradi e nulla.
Incredibile, essere nel punto della terra piu vicina al sole e crepare de
freddo hahahh!


"Punto della Terra più vicino al Sole" ???      
Un ripassino di astronomia?      

Già....+ che vicino al sole è + vicino a Capo Horn, il fratello speculare di NordKapp      





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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Domingo, Paracas e le svomitazzate di Nazca...

Entrati in Peru, la priorita e stata quella di arrivare piu velocemente
possibile dall amico Domenico che ci aspettava a Lima per proseguire il
viaggio.
Una lunga, quanto incredibile sgroppata da quasi 1400 km in mezzo a pieno
deserto. Distese e distese di sabbia, dune alte come montagne, montagne
che a volte vengono sopraffatte dalla sabbia e dal vento che proviene dall
oceano pacifico.
Una bellezza aspra, soffocante, fatta di vento tagliente, sole bollente ed
un paesaggio che ti lascia impietrito. Le cittadine sono comunque
sorridenti, movimentate, fra di esse il nulla. Noi comunque ci mescoliamo
bene fra i locali, che alla fine son anche simpatici e sorridenti.
Arrivati a Lima, ci accoglie uno sterminato cumulo di baracche abitate da
disperati poi, basta addentrarsi nella citta, per scoprire la quiete, l
ordine e la modernita.

Nel cuore della citta, proprio a qualche cento metri dal mare, troviamo l
amico Domenico, dopo piu di un anno lo rivediamo. Ora vive qui, lontano da
casa, perche qua si sta meglio e con poco si vive bene, ha ragione.
Passiamo due splendide giornate con lui e con la compagna peruviana
Alizon, andiamo anche a visitare l orfanotrofio dove, a capodanno, hanno
organizzato una festa per i bambini con i soldi che abbiamo, avete donato.
Giochiamo un po con i bimbi, ed ispezioniamo la struttura, che e ben messa
ed organizzata, parliamo un po con la direttrice e vediamo filamti e foto
della festa, provando anche, che i soldi sono stati spesi per i bimbi,
bien, muy bien!
Noi, in quell occasione non abbiamo avuto la concessione di fotografare,
le regole sono molto rigide, non indaghiamo sul motivo e lo rispettiamo,
anche se con disappunto.

L amico Domenico poi, ci stupisce, tirandosi indietro sul viaggio. Senza
batter ciglio ci fa capire che non ci avrebbe seguito come da programma
stabilito ormai da piu di un anno e riconfermato fino a pochi giorni
prima.
Non sarei andato di corsa nel nord del Peru, avrei visitato qualcosa in
piu, questa sua decisione, nonostante la accetti, un po mi lascia
indispettito.
Neanche qua voglio discutere la decisione, proseguiremo il viaggio da
soli, non sara certo questo un problema, e non sara certo questo a non
mandare un saluto caloroso all amico Domingo che ci ha ospitato.

Laciata Lima procediamo per la penisola di Paracas (parco naturale). Non
seguiamo i consigli della guida e cerchiamo alloggio proprio a Paracas,
paesello di quattro anime. Mai fatto scelta migliore!
Il paesello e tranquillissimo, una favola, da li prendiamo una barchetta
per visitare le vicine isole ballestas, chiamate le galapagos dei poveri,
ma che non hanno nulla da invidiare alle sorelle ecuadoregne.
Un paradiso per colonie di pellicani, cormorani, uccelli vari, pinguini,
leoni marini ecc, infinitamente emozionante.

Il pomeriggio, come due idioti, in maglietta e pantaloncini, saltiamo
sulla motocicletta e via, in pieno deserto sulla penisola per scoprirne le
bellezze piu nascoste. Fantastica, fantastica! Ma... Ovviamente...
Bruciati vivi! A volte sembriamo proprio due dilettanti, anzi, forse lo
siamo eheheh! Mai andar nel deserto scoperti, maiiii...

Il giorno seguente, cioe ieri, prendiamo un bus per raggiungere Nazca,
famosa per le linee geroglifiche lunghe anche duecento metri, uno dei
grandi misteri dell uomo. Per ammirarle, non c e altro modo che noleggiare
un volo con uno di quei piccoli aerei con 6 posti compreso il pilota.
Io da copilota, tamara dietro con tre giapponesi, dopo venti minuti di
volo traballante, con forte vento, i cinque valorosi depongono l ascia e
le macchine fotografiche per agguantare il sacchettino bianco posto
davanti a loro. Lo stomaco non ha retto ed e rimasto ribaltato fino ad
oggi. Nemmeno il volo tattico fatto durante il militare nei paracadutisti
con il terribile g222 mi aveva scombussolato tanto...
Comunque ne e valsa la pena, le linee, sono sconvolgenti...

Oggi, per riprenderci, abbiamo dovuto prolungare i giorni di mare, ci
siamo sacrificati in spiaggia qua a Paracas e questa sera dovremo,
purtroppo, mangiare altro pesce fresco con vino bianco, vabe, qualcuno lo
dovra pur fare no??

In questi giorni abbiamo proprio fatto i turisti, roba da pazzi, abbiamo
speso le incredibili cifre di 15 euro per dormire e 20 per cenare, pensare
che qualche giorno fa abbiamo speso 2 euro per mangiare in due e 4 per
dormire. Spese folli!

Ora pero, il turismo balneare mi ha gia stufato, domani ripartiamo verso l
interno alla ricerca di posti meno normali, alla ricerca di qualche
paesino misterioso, per poi raggiungere Machu Picchu. Da qui ci sono due
strade, una veloce e bella, l atra un po disastrata, quale sceglieremo?

Un abbraccio a tutti, Simone e Tamara .))


PS. Qualche pignolino mi ha fatto notare che faccio qualche orrore di
ortografia, e difficile scrivere e fare mille cose in poco tempo e con due
occhi semrpe puntati dietro alle spalle, a volte l orrore scappa,
provateci voi e... abbiate pazienza!

PS2 Solo per alcuni. Leggetevi quali sono i 5 paralleli di riferimento e
scoprite come sono disposti, noterete che l equatore sta al centro della
sfera terrestre e non poco prima del circolo polare antartico, quello che
intendete voi e il tropico del capricorno, e noi non l abbiamo ancora
raggiunto...


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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
'sti cavoli dell'ortografia e dei paralleli....continua così!   




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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
maci ha scritto: [Visualizza Messaggio]


PS2 Solo per alcuni. Leggetevi quali sono i 5 paralleli di riferimento e
scoprite come sono disposti, noterete che l equatore sta al centro della
sfera terrestre e non poco prima del circolo polare antartico, quello che
intendete voi e il tropico del capricorno, e noi non l abbiamo ancora
raggiunto...




Sempre grandi i vostri report!  

Lascia invece perdere le querelle astronomiche e goditi il viaggio (anche se te lo godresti di più se sapessi perché ci sono quelle temperature): ti confermo che non hai capito bene come stanno le cose. L'Ecuador non è un "paese caldo" perché sta "più vicino al Sole" e la Patagonia non è un "posto freddo" perché è "più lontano dal Sole"   . Il Sole sta a 149.600.000 km e l'Ecuador arriva a essere al massimo un ventiquattromillesimo (0,024%) più vicino al Sole rispetto al Polo Nord o al Polo Sud. In proporzione, se la Terra avesse il diametro di appena un metro, il Sole starebbe a 117 km di distanza!          

E ora ripartite, che fate tardi!  






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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Dopo un pò di tempo quel demente del Simone è tornato ad informarci sul suo viaggio.....perchè in questi ultimi gg ne stava combinando un'altra delle sue

Quello che sto per raccontarvi ha un po' dell'incredibile ed un po' del
prevedibile visto che mi conoscete...

Partiti da Copacabana sul lago Titicaca ci siamo diretti verso il salar di
Uyuni, la strada piacevole e la giornata perfetta ci ha fatto raggiungere
velocemente i bordi desertici del salar dove abbiamo piazzato la tenda,
nel nulla, da cinghialotti...

Il giorno seguente ci tuffiamo a capofitto nella pista. Sabbia, fango,
detriti di ogni genere, un calvario durato ore ed ore. Siamo caduti in
totale otto volte, prima nel tentativo di guadare una enorme pozza (finiti
a mollo), scivolati sulla sabbia, scivolati sul sale, etc etc, sembrava un
film comico... La vista di un enorme cratere formato da un meteorite,
fenicotteri, ed altre aspre bellezze ci rincuorano...

Vista la strada decidiamo di cambiare itinerario, tentando di raggiungere
una frontiera piu a nord ma la strada peggiora. La strada si stringe, le
lingue di sabbia diventano dune dove i pochi fuoristrada lasciano solo le
ombre. Dopo ore nel tentativo di superare il tratto demoniaco, ormai
spompati decidiamo di tornare indietro, non e' strada per noi, ho
rischiato piu' volte di bruciare la frizione. E' veramente chiedere troppo
al mio ippopotamo di metallo! Piazziamo nuovamente la tenda, ma all'ombra
di un vulcano stupendo. La notte, una stellata da cardiopalma ci mostra
tutta la sua bellezza, con la via lattea ben visibile torniamo a fare i
cinghiali. Due scatolette, due barrette energetiche ed un po' d'acqua sono
la nostra cena...

La mattina decidiamo di tentare il salar, sembra facile, la mappa delle
piste c'e'. Ci tuffiamo dentro senza timori, si viaggia anche veloci sul
solido strato di sale. Lo spettacolo ci lascia piu' volte proiettati in un
sogno, l'immensita' del salar, il vulcano alle nostre spalle, le isole che
sbucano dal bianco qua e la e che sembrano galleggiare su di esso, poi la
tragedia.
Finiamo in una zona piu' molle, ma quando ce ne accorgiamo siamo nel fango
con la moto bloccata. Nessun tentativo va a buon fine, la stanchezza e la
disperazione comincia a prendere il sopravvento, un incubo. Mentre Tamara
monta la tenda affianco della moto io vado a piedi nel nulla, vagando per
ore nel tentativo di vedere una traccia, una vita umana, una jeep, un
soccordo, ma nulla. Sembra non ci sia nulla e nessuno, torno da Tamy un
po' incredulo, confuso. La notte, martellata da un fortissimo vento, e'
difficile da far passare, non si dorme, la preoccupazione e' quella di
rimanerci, sotto uno strato di sale, che pero' almeno dorvebbe ben
conservare i corpi... Cosa fare, abbandonare la moto e tentare di
raggiungere a piedi un paese? Ma dove, ma quale, e chissa' se siamo
realmente nella posizione dove crediamo di essere.
Tamara piange, io quasi, beh forse qualche lacrimuccia si, ma non ditelo a
nessuno. La decisione sbagliata potrebbe condannare me e lei, come
decidere...

La mattina decidiamo di ritentare con la moto, potrebbe essere l'unica
salvezza, il salar e' troppo grande e noi troppo piccoli. Dopo decine di
tentativi con le ultime forze riusciamo a liberarci. Camminando al suo
fianco spingendola ed accelerando ci allontaniamo dalla zona maledetta ma
la fatica e' tanta, il respiro manca, l'altitudine non aiuta. Chilometri a
spinta poi mi fermo, con il cuore in gola, e lei affonda di nuovo.
Tentiamo di infilare delle pietre sotto la gomma ma nulla sembra affondare
ancora di piu'... Poi un lampo di genio di Tamara, a mio malgrado devo
ammettere che in questo caso il suo genio e' stato alquanto
provvidenziale. Smontiamo i bagagli e la gettiamo a terra su un lato, poi
strisciandola la portiamo in una zona piu' solida, la fatica e' immensa,
pero' ne veniamo fuori e ripartiamo. Costeggiamo il salar, ma tutti i suoi
confini sono pieni di fango, non possiamo rischiare ancora, cosi' ci
dirigiamo verso nord, verso il vulcano, dovrebbe esserci un paesino,
speriamo di arrivarci... Ma ben distanti la poca benza rimasta finisce,
siamo a piedi nuovamente.
Abbandonata la moto ci dirigiamo verso quello che sembra essere il
paesello, non ne siamo sicuri, i riflessi del sale sono forti e la vista
debole, lo speriamo tanto! Camminando per quattro ore sotto il forte sole,
con i riflessi del sale che ci accecano. A volte cadiamo in terra in preda
a forti giramenti di testa, l'acqua e' ormai finita, il paese e' ancora
lontano. Lo raggiungiamo a gattoni, in preda al delirio, arrivati nella
piazzetta, sorreggendoci l'un l'altro, riusciamo a prendere dell'acqua,
due bottiglie da due litri in pochi sorsi, l'abbiamo scampata!

Cerchiamo della benzina e qualcuno che ci possa accompagnare alla moto, la
gente ci guarda stupita, non capisce da dove arriviamo, quando gli e lo
spieghiamo rimangono pietrificati. Troviamo riparo per la notte in una
stanza affittata da una sciura del paese. Le bruciature in faccia ed agli
occhi si fanno sentire. Compriamo delle patate e ce le facciamo
grattuggiare, ma non bastano, tutta la notte e tutto il giorno dopo
rinchiusi nella camera in preda a forti dolori agli occhi e con le labbra,
naso e viso completamente ustionati, terribile.
Verso sera, con gli occhiali da sole ed il cappello basso, con due tizi ed
una vecchia carretta accesa a spinta andiamo a recuperare la moto nel
salar, mettiamo la benza e torniamo al paese.
Un ragazzo mi aiuta a lavare la moto completamente ricoperta dal sale, poi
mi invita ad assistere ad una festa tradizionale a cui partecipano pochi,
lui, che vive in cile, torna tutti gli anni per assistervi. Gli occhi mi
bruciano ancora ma non poso rinunciare!
La festa ha inizio alla chiesetta, danze, suono di tamburi e flauti fatti
a mano, fuochi ed altro per venerare il santo protettore. Poi in paese,
noi li, da una posizione rivilegiata. Tamara mi abbandona dopo poco, io
devo resistere, non me ne pentiro, infatti... Si inizia a bere tutti dallo
stesso bicchiere un intruglio estratto dalla canna da zucchero ed
aromatizzato con la cannella, una schifezza che pero' inebria. Le vecchie
bevono come spugne e mi obbligano a fare altrettanto, tutti mi abbracciano
e mi baciano, invitandomi a ballare con le piu' storte. Quando ormai le
gambe non tengono piu' il peso del mio corpo allora saluto tutti per il
privilegio e mi allontano. Cospargo di svomitazzate le vie del paesino,
mentre avanzo a passo del leopardo, la notte sto male come un cane ma ne
e' valsa la pena, sono felicissimo, dopo aver rischiato la vita ci voleva!

Quando le prime luci dell'alba entrano dalla finestrella sono ancora
stordito, ho un male allucinante alla schiena, scopro il perche', ho
dormito con una patata sotto la schiena!
Rimontiamo la moto, cerchiamo altra benzina, salutiamo gli abitanti e via,
dentro una pietraia, costeggiando il vulcano ci allontaniamo da questo
posto maledetto-benedetto.

Tamara, dicendomi "qualcuno ha guardato giu" mi lascia amareggiato, e' una
pugnalata al cuore. Sapete bene che io non sono credente, ma a parte
questo, la cosa piu' dolorosa e' che il pensiero va subito ai miei cari
amici, che mi hanno abbandonato prima del tempo. Per loro nessuno ha
guardato giu? Perche' questo privilegio? Volete dirmi che a loro, persone
rispettabili e buone, il buon dio non ha avuto tempo? Non ci credo, non
fatemi incazzare!
Come posso dimenticare Davide, Gianluca, Rosario, Michele e sua moglie,
Gianni a cui il destino aveva gia voluto regalargli un handicap dalla
nascita eppure ha voluto finirlo con una leucemia. E molti altri fino al
gentile Renato e quell'ottimista di mio cugino Roby stroncato poco fa da
un infarto a quarant'anni. No non ci credo, e non permetto a Tamara ne a
nessuno di dire che qualcuno ha guardato giu, non lo permetto. Questa cosa
mi ferisce, mi da rabbia.

La giornata e' dura, i vapori dell'alcool si fanno sentire e la strada e'
terribile, riusciamo a raggiungere con fatica la postazione dell'andata,
campeggiamo. Puzziamo da morire, fango, sale, e randagismo, gli animali ci
stanno a distanza. Di notte piove a dirotto!

All'alba si riparte, la strada e' pessima e la pioggia non ha migliorato,
poi raggiunto il benzinaio dobbiamo anche aspettare che arrivino le
cisterne per il rifornimento, la sfiga continua.
Fatta benza velocemente ci dirigiamo verso Potosi, la citta e' gradevole,
faccio benzina e.... Ho la gomma a terra! Cerco un gommista, a spinta ci
arrivo, la gomma e' bucata nel peggiore dei modi, di taglio, dentro la
venatura del battistrada. Provo con il primo gommino, non tiene! Una
compilation di epiteti difficilmente ripetibili si fa strada per le vie di
Potosi. Tento di affiancargli un secondo gommino, non si dovrebbe fare,
cmq tiene e possiamo ripartire. Fuori citta imbocchiamo la strada per il
confine argentino, ma la bella strada si trasforma in pista di fango,
pazzesco! Dopo poco siamo fermi per un tottentello, ingrossato per le
piogge, nessuno passa, solo qualche grosso camion sfida la corrente. Dopo
un ora di riflessione e dopo essere stati invitati a casa da due argentini
anch'essi fermi, decido di tentare, su i pantaloni e mi getto nel fiume!
La corrente e' forte e tira sul lato ma tenendo su il gas ed i piedi a
mollo riesco nell'impresa!
Poi il buio prende il sopravvento, correre sul fango di notte con un
cancello di trecento chili piu bagagli e' emozionante, poi ci accampiamo
nel nulla, sempre in tenda, sempre sporchi lerci.

La mattina e' un valzer delle strade di mierda. Faticosa, oscena, ancora
fango, fango, fango, si avanza a rilento, la strada non finisce mai, e'
interminabile! Arriviamo nel primo pomeriggio, dopo un totale di 12 ore
per 400 km, alla frontiera, dove passiamo... Incredibilmente... 5 caz di
ore! Nemmeno nella frontiera fra pakistan e india cosi scadente e lenta!

A notte troviamo un albergo dove riusciamo finalmente a lavarci e spellare
naso e faccia. La mattina siamo ontheroad, su una strada vera, sani e
salvi... Forse qualcosa l'ho dimenticato, o forse non lo voglio ricordare,
abbiate pazienza, anche per me l'eta' avanza!

Mauro Corona in uno dei suoi libri ama ricordare i suoi amici scomparsi e
cita una frase di uno di questi (credo sia Cerio), voglio usare anch'io
questa frase per i miei: "Alziamo il calice della vita, e alla morte
l’ultimo sorso", ciao ragazzi.



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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
          

   

Sono senza parole....anch'io sogno un viaggio così.....

 




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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Mi sa che l'hanno scampata bella...

Sono andati oltre i limiti e, a quel punto, farcela oppure no è solo una questione di roulette russa.

Comunque, l'importante è che ce l'abbiano fatta.

 





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Il mio vecchio SWM 125 Six Days ER sarebbe fiero di me...

"Gira che è una meraviglia!"

Tessera n. 87
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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
cavolo... un'emozione vera leggere queste righe. Grazie!

Oh, bimbi... in bocca al lupo!!!!!
   Ciao,
      Paolo.




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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Ragazzi... Ragazzi. Mi avete fatto morire col vostro racconto. Leggerlo è stato tremendo, l'unica cosa che sapevo è che eravate ancora vivi. Ma una brutta avventura come la vostra mi è capitata molto raramente di sentirla... Un abbraccio fortissimo anche se non ci conosciamo. Non credo che nessuno si sia sporto da lassù, in questo universo indifferente. Ma voi ce l'avete fatta e siete stati straordinari. Pensateci due volte prima di infilarvi in Amazzonia fra qualche settimana o mese, vi prego.

Buone strade, quando ci saranno.

Daniele





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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Ciao a tutti, dove ci eravamo lasciati? A gia', in Bolivia...

Fuori dalla Bolivia siamo entrati in Argentina, provandone subito il suo
calore, durato poco pero', perche' la devi9azione verso il Cile era
inevitabile...

Fra Cile ed Argentina non corre buon sangue, al punto che fra la frontiera
Argentina e quella Cilena passano 160 km di paesaggi lunari, un po' di
neve, fenicotteri e lama.

Approdiamo a San Pedro de Atacama, posto molto turistico ma che copnserva
il suo fascino di paese polveroso di frontiera, molto piacevole. Le
vallate attorno sono bellissime ma durano poco.
Infatti da li e per chissa' quanti migliaia di chilometri, il nulla,
deserto piatto, noioso, allucinogeno. Fortuna che poi spunta una mano di
pietra e la giornata si rallegra...

Visitiamo la zona costiera di nei pressi di Valparaiso, molto bello, molto
turistico, molto caro. Nella nostra Cabana con cucina non resistiamo alla
tentazione e cosi'... Supermercato, olio, peperoncino, pomodorini e
PASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Il giorno seguente lo impiego per fare due riparazioncine. Saldare i
telaietti del bauletto e cambiare il tubo di recupero dei vapori dell'olio
motore, ne ho adattato uno di fortuna.

Poi la lunga strada verso sud, nulla che attiri l'attenzione, solo le case
stile europa del nord ci incuriosiscono. Qua gli spagnoli si son mischiati
con Tedeschi, Olandesi, Inglesi, ecco perche' son cosi' freddi...

Riconquistiamo nuovamente l'Argentina, la simpatia e la disponibilita'
delle persone e' un toccasana! Gli Argentini me gustano mucho!
E' tardi, ci accampiamo con la tenda vicino ad un ruscello, mimetizzando
la moto con dei cespugli, figata il randagismo...

La mattina pero' devo tentare di tenere insieme il telaietto del bauletto
sinistro con del fil di ferro, la saldatura a fiamma sulla cromatura non
ha tenuto, mannaggia...

A meta' giornata su una bella strada che abbraccia un lago nei pressi di
Esquen la tragedia... In curva Tamara mi avverte "abbiamo perso il
bauletto sinistro!", mi giro, torno indietro, nulla, tutto il pomeriggio a
cercare e nulla... Il bauletto e' svanito, incredibile! Tutti gli
attretti, i miei preziosissimi attrezzi, perduti... Altra compilation di
epiteti indicibili!

La mattina sono ancora nero marcio, altro giro di perlustrazione, niente,
ci rassegnamo, abbiamo perso il bauletto cazzzz!!! Alla prima cittadina
sosta in una ferramenter, ne comproi alcuni, quelli piu' necessari, esco
e.... La gomma a terra!
Santi che scendono da ogni dove, raggiungo il gommista che ripara il bucxo
nuovo e quello vecchio che non si sa mai, poi da un altro tizio a saldare
i telaietti, in uno dei quali, mentre lo tiro giu, si rompe dentro una
vite. Risultato siamo a meta' pomeriggio, giornata persa. Le restanti ore
le passiamo a comprare i vestiti per Tamara (anche quelli persi), che
giramento...

La mattina ci accoglie con nuvole e freddo gelido, il vento soffia forte e
lateralmente, sembra che ci sia qualcosa che non voglia farci proseguire,
cmq noi non moilliamo ed a meta' pomeriggio arriviamo dove la Ruta 40
diventa pietraia. Tutto tranquillo, fino a quando qualcosa non va, tempo
di accostare e... GOMMA BUCATA! Questa volta i santi scendono prima che
inizi, supplicandomi di non inveire verso di loro, solo l'avvento di due
pick up li salvano dalle ingiurie.
Scendono degli uomini che si prodigano immediatamente nell'aiutarci, uno
addirittura va a prendere un camion cisterna con compressore per gonfiarmi
la gomma, spettacolo, unico problema che i pochi metri con la gomma
sgonfia son bastati per piegarmi in piu' punti il cerchio...
Loro, con bagagli e Tamara raggiungono il paese, io da solo arrivo nel
campeggio con la ruota nuovamente a terra, fortuna che li ad attenderci
c'e' Miriam Orlandi (bloccata in questo luogo da quasi un mese per il
cardano rotto) e lo splendido, ineguagliabile, padrone del camping, RAUL.
Un personaggio unico, di u8na gentilezza e squisitezza che ci lascia a
bocca aperta, pulisce, ci porta da bere, ci lavai vestiti, ci offre da
mangiare, ci fa trovare le brioscine calde la mattina, obbliga il
calzolaio ad aggiustarci le scarpe, tutto con una bonta' innata che fa
venire i brividi alla schiena, persone cosi' meritano amore e rispetto. MI
TOLGO IL CAPPELLO. Se passate da Perito Moreno City non potete
assolutamente saltare l'appuntamento con il suo minicamping e la sua
umanita...

Domani ripartiamo, dovremo salutare Miriam che stara' qui ancora per un
po', nell'attesa del suo cardano, nell'attesa che il suo viaggio prenda la
via giusta. Noi gli e lo auguriamo, se lo merita, e' una brava ragazza,
che fa tanto anche per gli altri. Da quando e' qua lavora gratis in
ospedale e nel paese la chiamano tutti "La Dottora". Massimo rispetto,
buena suerte DOTTORA! (il suo sito e' www.ioparto.eu dateci un occhio!)

Ora speriamo di non bucare la quarta volta, altrimenti nemmeno i santi
basteranno piu', ciauuuu


PS. Ora non posso mettere le foto, ho il tempo contato e una connessione a
carbone, lo faro' piu' avanti!!!






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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
grazie,grazie mille,ho ancora i brividi......ci rendete partecipi di una straordinarietà assoluta che porca paletta non mi vegono le parole(quando sono emozionato mi vanno via)...state certi che sono con voi,spiritualmente ovvio!
che ci sia qualcuno o no che guardi giù può essere vero o no;che l'avete scampata è vero.Comunque in bocca al lupo,grazie ancora per le emozioni che mi state regalando(giuro sono fortissime) e un consiglio se posso darvelo ,è quello di prendere tutto con calma e sangue freddo....a volte basta contare fino a dieci prima di agire... e affidarsi molto all'istinto e magari a cose che in un'altra situazione non credevate di essere...
Ciao raga!!!
Beppe




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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
Dopo mille peripezzie siamo finalmente arrivati nel punto meridionale piu'
estremo, oltre l'artico.
Difficile spiegare cosa si provi a traghettare lo stretto di Magellano,
difficile spiegare cosa abbiamo provato ad arrivare qua. Nonostante la
Patagonia e la Terra del Fuego siano, paesaggisticamente parlando, una
noia mortale ed una grande delusione, e' bello esserci.

L'infinito e' bello, pero' dopo migliaia di km stufa...

Non e' che non sia bello, ma non ti lascia a bocca aperta, diciamo la
verita'. Inoltre il maltempo che ci perseguita non aiuta, la stessa gita
in barca per guardare da vicino cormorani e leoni marini, viene rovinata
dalle nuvole grigie e dal freddo, freddo becco!

In prossimita' del faro, ho vuotato nel mare l'acqua raccolta a Mandello
del Lario, l'ho riempita con quella del mare, che riportero' a Mandello!

Da qui si torna indietro, non si puo' proseguire.

Tenteremo il miracolo, migliaia di km per portare Tamara a Buenos Aires
dove prendera' l'aereo per casa, in mezzo due cose importantissime da
vedere, con queste due l'Argentina si gioca il giudizio definitivo.

La gomma posteriore e' pressoche' alla tela, il vento freddo ci molesta,
per il 9 saremo nella Capital Federal?

Non ho molto tempo per scrivervi, sono stanco morto, spero di aver tempo
piu' avanti, per ora un saluto a tutti voi dalla FINE DU MUNDO.


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Andare per passi alpini con il SuperTénéré e vedere tutti con le GS non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard
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Messaggio Re: SudAmerica 2008-9 
 
E meno male che loro non hanno tempo per risponderci    vorrei anche vedere..... io invece, fortunato, ho un sacco di tempo !!!!!!!  

Ciao
in   alla balena




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